I cento anni di Giordano Bruschi, festa al circolo Sertoli. I doni? «Trasformateli in offerte per la Global Sumud Flotilla»

Sabato 20 settembre alla Casetta dei Filtri la grande festa, in onore del “partigiano Giotto”, figura storica della Resistenza genovese. Tra musica, testimonianze e iniziative collaterali, anche Legambiente e il Municipio Media Valbisagno renderanno omaggio al “combattente per i diritti e la libertà”

Genova si prepara a celebrare un compleanno che ha il sapore della memoria e dell’impegno civile. Giordano Bruschi, il Partigiano “Giotto”, compie 100 anni e la città non poteva che stringersi intorno a lui con una giornata speciale, in programma sabato 20 settembre a partire dalle ore 16:00, nel giardino della Casetta dei Filtri del Circolo Sertoli, in via San Felice.

La festa, organizzata dal Circolo Ricreativo Culturale Sertoli con il sostegno del Municipio IV Media Valbisagno, sarà arricchita dalla musica di Giulia Corona e Viviana Ciccarelli e dalla presenza di amici e compagni di viaggio che hanno condiviso con Bruschi un pezzo del suo percorso di vita straordinario, sempre speso a difesa dei valori di giustizia e libertà.
«Come Municipio Media Valbisagno abbiamo pensato di rendere omaggio a Bruschi inserendoci nell’organizzazione della festa dei 100 anni che il Circolo Sertoli aveva in mente – spiega il presidente Lorenzo Passadore –. Sarà un momento di comunità e di riconoscimento per una figura che rappresenta la memoria viva della nostra città. È invitata anche la sindaca Silvia Salis».
Alle celebrazioni si unirà anche Legambiente, che ha organizzato una mattinata di pulizia dell’acquedotto storico. I volontari, al termine dell’attività, raggiungeranno il Circolo Sertoli per festeggiare insieme a Giotto.
Non mancherà, come sempre, l’attenzione di Bruschi per le cause internazionali: il partigiano ha infatti espresso il desiderio che eventuali doni vengano trasformati in offerte per la Global Sumud Flotilla, realtà solidale impegnata nel sostegno ai popoli in difficoltà.
Giordano Bruschi nasce nel 1925 a Pistoia, ma cresce a Genova, nei quartieri popolari del Campasso e di Certosa. Fin da giovane vive da vicino le difficoltà della classe operaia e sviluppa un precoce spirito critico verso il regime fascista.
L’impegno partigiano
Dopo l’8 settembre 1943 aderisce al Fronte della Gioventù per l’Indipendenza Nazionale e della Libertà, diventando responsabile degli studenti. Sceglie il nome di battaglia “Giotto”, legato ai suoi contatti con Gillo Pontecorvo. È staffetta partigiana: trasporta messaggi, materiali e ordigni, correndo grandi rischi. In alcuni momenti è costretto a riparare in Piemonte per evitare le persecuzioni nazifasciste.
Il dopoguerra e il sindacato
Terminata la guerra, torna a Genova e inizia una lunga militanza nel mondo del lavoro e del sindacato. Diventa operaio e dirigente della CGIL, con un ruolo di primo piano nelle lotte dei portuali e dei marittimi. Nel 1959 è tra gli organizzatori del celebre sciopero dei quaranta giorni, che segna una tappa importante nelle battaglie sindacali italiane.
L’impegno politico e civile
Bruschi non smette di essere attivo nella vita pubblica. Milita nel PCI e successivamente in Rifondazione Comunista, arrivando anche a ricoprire ruoli istituzionali come consigliere comunale. Parallelamente si dedica alla scrittura e alla memoria, pubblicando libri sulla Resistenza e sul movimento operaio genovese.
Il riconoscimento
Per il suo impegno civile e politico ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Grifo d’Oro del Comune di Genova. È considerato uno degli ultimi testimoni diretti della Resistenza genovese e ha dedicato gran parte della sua vita a trasmettere la memoria storica nelle scuole e nei luoghi pubblici.
Il messaggio
La sua figura non rappresenta soltanto il ricordo del passato: Giotto è anche simbolo di una città che ha saputo lottare per i diritti, per la dignità del lavoro e per la democrazia. Oggi continua a essere un punto di riferimento per chi crede nella partecipazione e nella giustizia sociale.
Un compleanno che è anche un’occasione per Genova di ricordare che la libertà e i diritti di cui oggi gode sono il frutto del sacrificio e del coraggio di uomini come Giordano Bruschi, che a cent’anni continua a essere un esempio di resistenza e coerenza.
In caso di pioggia, l’evento si sposterà all’Auditorium della Biblioteca Saffi in via Molassana, messo a disposizione dal Municipio
Presso l’Auditorium di Via Molassana 74F, il giorno precedente, 19 settembre, alle ore 17:00, avrà luogo la presentazione del libro di Chiara Persico “Una famiglia genovese nella Seconda Guerra Mondiale. L’epistolario dei fratelli Gualco”, edito da Tralerighe Libri. Il saggio analizza la storia di una famiglia operaia genovese durante il conflitto esaminando un centinaio di lettere, originali e autentiche, che i Gualco si sono scambiati tra il 1939 e il 1945.
«Con questi due appuntamenti cerchiamo di riportare alla luce le “piccole” storie che hanno fatto la nostra Storia. Quella della famiglia Gualco, per esempio, ci permette di raccontare la tragedia dei 650mila militari deportati in Germania dopo l’8 settembre 1943 – commenta Marina Pastorino, assessore municipale alla Cultura. Molti di quelli che tornarono a casa avevano voglia di ricominciare a vivere e dimenticare gli orrori patiti, ma oggi riteniamo necessario raccontarli e collocarli tra chi ha resistito alla barbarie del nazifascismo. Come il Partigiano Giotto, Giordano Bruschi, che ha dato così tanto ai giovani della nostra città, instancabile testimone e narratore dei temi della Resistenza e non solo. Siamo felici di essere con lui a festeggiare questo importante traguardo».
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.